A cura di Cira Santoro Cengic Con Marianna Pruccoli e Carolina Cangini Drammaturgia e testi Azzurra D’Agostino Drammaturgia del movimento Anna Albertarelli Aiuto regia Elena De Carolis Costumi Monia Strada Musiche Valeria Sturba
Produzione Fondazione Solares delle Arti
«Nel corso della sua evoluzione la gallina, una volta messa al sicuro dall’uomo, ha perduto la sua capacità di volare, che nasceva soprattutto dalla necessità di sfuggire ai predatori. Le ali si sono atrofizzate a vantaggio delle zampe e le dimensioni e il peso sono aumentati. In caso di necessità o pericolo le galline possono però ancora fare dei balzi in alto o dei piccoli voli che solitamente sono molto brevi e molto bassi, con un battito d’ali veloce e rumoroso.» (B. Sandri, F. Giubbilini, C. Pintonato, “Il Gallinario”, Quinto Quarto, 2022)
«Al fondo della mia rivolta contro i potenti trovo l’orrore delle torture inflitte agli animali. Più l’uomo è feroce con la bestia, più striscia di fronte a coloro che lo dominano.» Louise Michel
Le galline sono di tanti tipi. Anche se vengono trattate allo stesso modo, nonostante siano diverse. Un modo che non sempre è adatto per ognuna. Perché le galline hanno vari talenti e capacità, tanti che non possiamo nemmeno immaginare.
I pulcini di pochi giorni contano fino a quattro; alcune galline giocano a bowling e altre addirittura suonano il pianoforte. Le galline amano la musica classica, le rilassa, le fa sentire bene. Solo che non hanno quasi mai occasione di ascoltarla, perché in pochi si sono accorti di quanto sia bello per loro.
Le galline sono di tanti tipi. Ogni tipo un nome. Alcuni nomi sembrano inventati, invece sono delle parole magiche che raccontano un segreto.
C’è la gallina Araucana, che ha le piume intorno alle orecchie (perché anche le galline hanno le orecchie, anche se non sono come le nostre). C’è la gallina Ayman Cemani, che è tutta nera, una gallina bella e misteriosa come la notte. C’è la gallina Cocincina, che è morbida come un cuscino. Un cuscino dove posare la testa e sognare… sognare… Ma cosa sognano le galline?
Forse, come noi, sognano di volare. Di essere agili ginnaste. Di trovare le parole giuste, o il momento giusto per dirle. Di stare in silenzio. Di fare errori, cadere, essere stonate – senza per questo venir considerate sbagliate. Forse le galline sognano un grande campo dove vivere la loro gallinità, né normali, né strane, né utili, né da addestrare, né buone, né cattive. Galline libere di gallineggiare, inventare giochi e persino una nuova lingua segreta.
In scena due galline diverse – diverse tra loro e diverse da tutte le altre – entrano ed escono dai loro sogni, fragili come uova e potenti come il canto del gallo. E nel loro buffo e poetico sognare, nel loro celeste pollaio, intravediamo tante delle domande del nostro mondo. Dalla questione dell’identità, a quella della diversità, a quelle dell’educazione e, naturalmente, a quella riferita all’ambiente in cui cresciamo. E, si sa, noi cresciamo solo se sognati.
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