Teatro
Prosa 
Date

14

  Dicembre '26
lunedì
Luogo
Parma | Parco Ducale, 1 | Teatro al Parco
Orario
21:00
Luogo
Parma | Parco Ducale, 1 | Teatro al Parco

Il Re Dei Ciarlatani

Un progetto di Enrico de Angelis

Con Jacopo Fo
Canto Elena Pau
Direzione musicale e pianoforte Alessandro Nidi
Trombone Manuel Romei
Contrabbasso Alessandro Atzori
Batteria Pierpaolo Frailis
Voce narrante Enrico de Angelis
Musiche di Fiorenzo Carpi, Enzo Jannacci e altri

Produzione La Fabbrica Illuminata ETS
In collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS

Note di Enrico de Angelis
Non lo si sa abbastanza, ma Dario Fo ha scritto un numero enorme di canzoni, per lo più sulle musiche di Fiorenzo Carpi, sia disseminandole nei propri spettacoli teatrali o televisivi sia come creazioni autonome. Fin dai primi anni ’50 il nostro grande uomo di teatro ha avuto l’intuizione di comunicare il suo genio creativo anche attraverso quella formidabile combinazione di parole e musica che è la canzone, utilizzando la parola cantata come strumento di racconto, di critica, di satira, di sberleffo: dalle prime commedie anni ‘50 (le prime risalgono al 1953) ai memorabili recital che lanciarono il talento di Jannacci, dalle varie edizioni dello storico “Ci ragiono e canto” ai grandi modelli di teatro civile che dal ’68 agli anni ’90 lo contraddistinguono nel mondo; oppure destinate a programmi televisivi dell’inizio anni ‘60 come “Chi l’ha visto” o la famosa “Canzonissima”, presto interrotta perché stufi, Dario e Franca, delle continue censure della Rai, fino al ritorno teatrale in Rai di fine anni ‘70. Canzoni in parte satiriche e comiche, in parte dense di forte impegno civile; in parte famose (come quelle scritte con e per Jannacci) e in parte assai rare. Eseguite sia dall’autore sia da Franca Rame, ma anche da dive come Mina o Ornella Vanoni.
Affascinato fin da ragazzo da questo suo repertorio e in generale dal teatro che dal vivo gli ho visto mettere in scena, ho deciso un giorno di approfondirne il lato che maggiormente mi ha più interessato nella vita, quello della canzone d’autore, e ho iniziato a condurre a una ricerca che mi ha portato a individuare press’a poco 350 titoli a firma Fo, metà circa dei quali mai apparsi su disco. Quest’ultimo aspetto mi ha particolarmente appassionato, trattandosi di brani che, essendo stati eseguiti solo occasionalmente in tv o in teatro ormai ben 60-70 anni fa e non essendo stati fissati su un oggettivo supporto pubblico, sono andati persi nella memoria collettiva al punto che oggi possiamo ascoltarli come fossero “inediti”, anche in virtù della loro stupefacente attualità. Ne ho ricostruito fino ad ora alcune decine, soprattutto associando testi individuati negli archivi Fo-Rame ai corrispondenti spartiti di Fiorenzo Carpi rintracciati e trascritti, con la collaborazione di Alessandro Nidi, grazie alla disponibiità della figlia del grande compositore, Martina, che mi ha dato accesso al Fondo Carpi diligentemente custodito presso l’Archivio storico del Piccolo Teatro di Milano.
Alcune di queste canzoni inedite su disco sono ora comprese in questo spettacolo, insieme ad alcuni dei grandi classici di Fo, una ragionata scelta che copre il periodo 1958-1967. Quando ho pensato di proporlo a Matteo Fo, oggi presidente della Fondazione Fo-Rame, in occasione del centenario della nascita di Dario, ottenendo subito il suo affettuoso favore, non ho avuto dubbi nel pensare a Elena Pau come versatile e raffinata interprete teatrale di questo eterogeneo repertorio. E quando ho saputo che il suo abituale musicista era Alessandro Nidi, mi è apparsa la ciliegina sulla torta, avendolo già ben conosciuto e ammirato in varie occasioni sia come pianista che come arrangiatore. Il quadro si stava già perfettamente componendo quando dalla Fondazione ci è arrivata la sorpresa finale: allo spettacolo sarebbe intervenuto lo stesso Jacopo Fo, che avrebbe fatto pendant ai miei racconti storici e filologici tesi a inquadrare genesi e contesti della canzoni, rievocando in prima persona le proprie memorie familiari legate a quelle straordinarie esperienze teatral-musicali.
Ripercorrere oggi questo repertorio attraverso questa antologia esemplare, cantata e commentata, significa anche ripercorrere una parte importante della storia del nostro Paese, delle cui istanze Dario Fo è stato un eccelso portavoce.

Note di Jacopo Fo

Il rovesciamento delle situazioni è quello che mi ha affascinato fin da piccolo negli spettacoli e nelle canzoni di mio padre e di mia madre. Anche se ero un bimbetto intuivo l’assurdità de tango Fammi ancora un livido sul femore che mio padre cantava mentre danzava con Cannas, il quale era appeso a una fune che scendeva al centro del palcoscenico, come se fosse impiccato, e mio padre lo lanciava a mo’ di altalena facendolo volare di qua e di là per tutta l’ampiezza dello spazio scenico e poi lo riprendeva al volo.
E mi era chiaro che non era mai esistito un inno degli spazzini che erano al livello più basso del consesso civile.
Rovesciare la situazione è stato l’inizio di ogni atto creativo.
La domanda che muoveva la fantasia era: cosa succederebbe se ……?
Un foruncolo potrebbe causare la fine di un amore?
Cosa succede se mandiamo le mamme in guerra al posto dei figli?

Ascoltai per la prima volta Il pianto dei piantatori di piante alla radio quando avevo 6 anni. Ebbi la sensazione che mio padre fosse molto strano… papà poteva raccontare una storia con suoni che non significavano niente.
L’altro rovesciamento è quello del personaggio che è al centro di tutte le commedie. In un mondo di eroi e supereroi mi padre mette in scena personaggi che sembrano imbranati, incapaci, un po’ stupidi. Ma alla fine della storia si scopre che gli stupidi sono gli altri… i vincenti non vincono veramente.
E anche questo è un rovesciamento. La rivolta di un punto di vista fuori dagli schemi. Un dito nell’occhio dei valori dominanti.

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Pubblicato il: 15-10-2026